L'ORO DEL PIANALTO IN PADELLA
 
a cura di Alberto Coletta
 

Generalmente, poiché la tinca vive abitualmente immersa nei fondali melmosi è bene lavarla con acqua e aceto oppure lasciarla a bagno in acqua corrente per qualche ora prima di cucinarla in modo da farle perdere il fastidioso sapore di fango. Tuttavia una delle caratteristiche della tinca gobba dorata del pianalto di Poirino è proprio l'assenza del tipico sapore di "nita", oltre ad un bel colorito dorato ed alla pronunciata gibbosità.

Quelle che seguono sono sia ricette tradizionali locali che ricette tipiche di altre zone. Ovviamente sono ricette liberamente interpretate dal sottoscritto e non hanno la pretesa di essere la ricetta PERFETTA e/o TRADIZIONALE

MA PRIMA PERMETTETEMI UN OMAGGIO AD UN GRANDE CHEF ED A UN GRANDE RISTORANTE... 
 
Logo ristorante La Credenza
 

Tinca gobba dorata del Pianalto di Poirino in carpione, crema di asparagi e germogli


Se volete assaggiarla o per qualunque altra informazione:

Chef Igor Macchia
 Ristorante "La Credenza"
Via Cavour 22 10077
San Maurizio Canavese - Torino

 Web site: www.ristorantelacredenza.it

Telephone\fax: 00390119278014
 
 
ED ORA ECCO LE MIE INTERPRETAZIONI...
   
TINCHE FRITTE:

Pulite bene le tinche ( la taglia ottimale per questa preparazione è 80-100 grammi ), salatele all'interno ed infarinatele in farina 00. In una padella di ferro versate abbondante olio di oliva extravergine. Fatele friggere finchè non assumono un bel colore dorato. Mettete le tinche su della carta per frittura e servitele subito.

 
   
TINCHE IN CARPIONE:

Fate friggere le tinche seguendo la ricetta precedente. Preparate la marinata facendo colorire in una padella con un poco di olio di oliva extravergine una cipolla, una carota, un ciuffo di prezzemolo, aglio, qualche grano di pepe e abbondante salvia. Aggiungere quindi un bicchiere di vino bianco (io uso l'Arneis), un bicchiere di aceto bianco e uno di acqua e portate ad ebollizione la marinata.  Disponete le tinche calde appena fritte in una pirofila capiente. Ricopritele subito con la marinata bollente e ponete sulla pirofila un piatto da portata o un vassoio per chiudere il recipiente. Lasciate riposare per due giorni in luogo fresco e buio o in frigorifero (in quest'ultimo caso è assolutamente normale che si formi una deliziosa gelatina naturale)

 
   
RISOTTO ALLA TINCA – ricetta italiana


1 tinca di grandi dimensioni ( circa 800 g ), 2 cipolle, 1 carota, 1 gambo di sedano, limone, qualche foglia di alloro, 1 mazzetto di prezzemolo, 3 cucchiai di aceto, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva gardesano, 500 g di riso, sale, pepe.
Puulite bene la tinca, lavatela e sfilettatela con attenzione togliendo tutte le lische. Ottenuti i due filetti non gettate i resti del pesce. In una casseruola mettete i cipolla, la carota, il sedano, il limone affettato, le foglie di alloro, qualche foglia di prezzemolo, l'aceto, un pizzico di sale e pepe e tutti i resti del pesce. Coprite abbondantemente con acqua e fate bollire dolcemente per circa 20 minuti. Tritate ora l'altra cipolla e fatela rosolare nell'olio extravergine di oliva fino a quando avrà assunto un bel colore dorato. Aggiungete i filetti di pesce tagliati a pezzettini e cuocete per 10 minuti facendo bene attenzione che non si attacchi. Versate il riso e fatelo tostare, aggiungete a poco a poco il brodo di pesce mentre portate a cottura il riso. Regolate di sale e pepe, aggiungete un po' di prezzemolo tritato. Servite il riso "all'onda".
 

 
TINCHE E PISELLI – ricetta tipica lombarda


Pulite un chilo di tinche, tagliatele a pezzi, conditele con sale e pepe, infarinate i pezzi e fateli rosolare per un istante in olio e burro. Irrorate con un bicchiere di vino bianco secco e lasciate evaporare. Aggiungete mezzo litro di brodo e quindi due etti e mezzo di piselli sgranati, altrettanto di funghi champignon, la stessa dose di pomodori pelati e qualche fogliolina di salvia. Lasciate cuocere a fuoco basso per almeno tre quarti d'ora.
 

 
TINCA RIPIENA AL FORNO – ricetta tipica bresciana

4 tinche di medie dimensioni, 250 grammi di parmigiano grattugiato, 150 grammi di pane grattugiato, 80 grammi di battuto di prezzemolo, aglio e sale, olio extravergine di oliva. Apritele dal ventre, pulitele bene togliendo tutte le interiora, togliete attentamente le lische e lavatele con attenzione. Mescolate gli ingredienti del ripieno e, a secco (assorbiranno il grasso), inseriteli all'interno dei pesci. Adagiate le tinche su un letto di alloro in un tegame di terracotta che avrete unto in precedenza con alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva. Preriscaldate il forno a 200 gradi e fate cuocere per circa mezz'ora.