PRODOTTI TIPICI LOCALI

LA TINCA GOBBA DORATA  CLICCA QUI PER IL SITO

Parente di carpa, barbo, cavedano e arborella, la tinca dalla forma gibbosa e dalla livrea dorata - detta appunto "gobba dorata" - è allevata da sempre negli stagni del pianalto di Poirino. In quest'area, a cavallo fra le province di Torino e di Cuneo, esistono numerosissimi laghetti artificiali già dal secolo XIII. Qui, un tempo, ogni famiglia contadina aveva una "peschera" o una "tampa" - cosi si chiamano nel dialetto locale gli stagni adibiti ad abbeveratoio per gli animali o a serbatoio per l'irrigazione - e vi teneva le tinche per il proprio fabbisogno. Oggi esistono veri e propri allevamenti. La pesca si pratica nei mesi più caldi: in passato coincideva con il periodo della mietitura del grano, ma oggi le tinche si "raccolgono" da aprile a ottobre, ad almeno un anno dalla nascita. Fritte, in carpione oppure nei sughi, le tinche morbide e saporite - senza alcun sapore di terra o "nita" che spesso caratterizza i prodotti di minore qualità - sono protagoniste della cucina tipica del Roero.

GLI ASPARAGI DI POIRINO

Si raccolgono in primavera quando sono giovani, teneri e carnosi.Il periodo di maggiore produzione dura da marzo a giugno. Prima di cuocere gli asparagi si devono tagliare I gambi alla base. Non e’ necessario pelarli , ma lavarli bene sotto l’acqua fredda per togliere sabbia e terra. Evitare di cuocerli troppo altrimenti diventano molli e perdono sapore, colore e valore nutritivo.

IL PEPERONE CORNO DI BUE DI CARMAGNOLA

Quasi sempre di colore rosso vivace, a volte giallo intenso come altri peperoni meno illustri. La differenza dalle altre tre varietà coltivate nella cittadina piemontese famosa per i suoi orti - il "quadrato", il tumaticot e il"Trottola o Cuneo" - è nella forma, allungata e ricurva come quella di un corno, appunto, e nella dolcezza e carnosità della polpa. Caratteristiche che lo rendono un ottimo peperone da tavola, ideale per essere gustato crudo in pinzimonio e perfetto per la cottura al forno. Protagonista indiscusso della gastronomia piemontese - nelle peperonate, nella bagna cauda oppure cucinato con il coniglio arrosto - oggi il peperone corno di bue di Carmagnola è perlopiù ritirato e trasformato dall'industria conserviera. Miscelato con varietà d'importazione di qualità mediocre, questo peperone di grande qualità termina la sua carriera in anonimi vasetti sugli scaffali dei supermercati oppure svilito sulle numerose bancarelle che costeggiano nei mesi estivi le strade d'accesso alla città.

a cura di Pugsley

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