POIRINO – GERMANIA- DANIMARCA-NORVEGIA- FINLANDIA-ESTONIA-GERMANIA- SVIZZERA- ITALIA
Itinerario e diario di viaggio
Vacanze Agosto 2003

Antonello Lenzi
Introduzione
Vent’anni addietro in occasione del viaggio di nozze affrontavamo per la prima volta l’impresa.
Quest’anno alla ricorrenza del ventesimo anniversario abbiamo deciso di ripetere con qualche variante l’impresa.
In primo luogo allora eravamo solamente in due. Adesso che la famiglia si è ingrandita, siamo in quattro.
DATI
Periodo: Dal 02 al 21 Agosto 2003-08-28
Km totali percorsi: circa 7800
Mezzo: Autovettura
Traghetti lunghe distanze: Hirtshals (DK) – Kristiansand (N)
Helsinki (FIN) – Tallin (EST) – Rostok (D)
Numero persone: 4
Pernottamenti: Prevalentemente Bungalow (Hytte)
Prezzi medi per notte Norvegia: circa 90 € (colazione esclusa)
Prezzi medi per notte Finlandia: circa 70 € (colazione esclusa)
VALUTA NORVEGESE: NOK
CAMBIO: 1 € = circa 8 NOK (riferito al periodo detto)
SI DIA INIZIO AL
VIAGGIO
Il primo tragico giorno 03-08-03
“Sono le 2,00 di notte…dovevamo partire a mezzanotte. Non ti sembra che come inizio ci sia già un ritardo?” Sono state le uniche parole che mi sono uscite rivolgendomi a Gabriella, mia moglie, già sapendo che sarebbero comunque cadute nel vuoto e nel buio della notte medesima.
Dopo circa mezz’ora (durante la quale ci sono stati sconvolgimenti fantozziani relativamente alla sistemazione dei bagagli, lasciando poi a casa le borse termiche con i panini e altre provviste fatte per il viaggio) si gira la chiavetta di accensione, ingrano la prima e…forse riusciamo anche a partire.
Secondo le mie intenzioni avremmo dovuto entrare in Svizzera attraverso il San Bernardino. “La strada è quella che ho letto, …non ci sono dubbi…” dice con tono quasi rassicurante Gabriella.
Infatti, ci troviamo dritti dritti al Sempione. “Hai visto che comunque in Svizzera ci siamo arrivati?...” Mi fa osservare dopo una cifra impressionante di tempo.
Albeggia ed io sto scendendo dalle montagne (non ho più il coraggio di parlare) penso solo che se trovo una stradina sono già nella Svizzera tedesca e riesco a recuperare qualcosa. Troppo bello: si deve andare a Martigny! Mugugno qualcosa riflettendo sul fatto che avevo scelto questo itinerario in quanto mi sembrava (ed in effetti lo doveva essere) più corto.
Ecco Martigny ancora addormentata alle 7,30 del mattino di domenica. I figli (Boris 12 anni e Gretel 5 anni ) aprono gli occhi e mi chiedono se siamo già in Germania. Taccio!
Finalmente la strada che conosco bene.
Alle 11,30 entriamo in Germania.
Fermata per acquistare qualcosa da mangiare e poi si riprende puntando a nord.
Ci fermiamo alla sera nel paesino di Gro8enrode nelle vicinanze di Hannover L’albergo è confortevole e qui dopo aver consumato la cena cado sul letto. Ho percorso 1150 Km e rispetto alla tabella di marcia sono sotto di soli 150 Km.
Secondo giorno 04-08-03 ovvero dalla Germania al nord della Danimarca
Partenza da Gro8enrode entro i tempi e dopo colazione abbondante. Questa volta è Gabriella a rimanere senza parole quando vede che Gretel si mangia le uova strapazzate, il prosciutto, un pomidoro ciliegino, salame crudo e poi si beve un succo d’arancio concludendo con una cioccolata. Guardo Gabriella e commento:” Ma a casa perché mi dici che fa sempre storie per la colazione?” Lei farfuglia qualcosa di incomprensibile.
Verso le 13 varchiamo la frontiera della Danimarca ed alle 18 siamo in
albergo a Hirtshals proprio vicino al porto. Non è bellissimo ma è pulito. Un
giretto a piedi, poi si cena e subito dopo (però!...sono già le 22,30) a nanna.
Domani il traghetto per la Norvegia.
Hirtshal il Porto ( ore 22,30)
Terzo giorno 05-08-03 Traversata e sbarco in Norvegia
Alle 06,30 tutti pronti per la colazione (non racconto più quella di Gretel in quanto un doppione).
07,15 Si sale in macchina e alle 07,30 siamo sulla nave. Alle 08,00
lentamente il traghetto si muove. Siamo partiti. Non farebbe per nulla freddo,
ma c’è un vento della miseria. Ecco perché abbiamo dei giubbotti. (La foto l’ha
fatta Gabriella).
Comunque in capo a 4ore e 15 minuti dovremmo sbarcare in Norvegia.
Il tempo è bello, il mare è calmo ed io posso anche permettermi di andare a fare un giro con Boris sul traghetto, così possiamo fare qualche ripresa con la telecamera. Gretel dorme e Gabriella ha trovato un posto per sedersi al coperto, così (dice lei) non si prende il raffreddore. Ma va….
Puntualmente arriviamo a Kristiansand in Norvegia e si riprende con il viaggio in macchina
Dopo circa 3 ore di viaggio arriviamo a Evje, bella cittadina turistica. Ma noi stiamo proprio cercando un Turist information per avere dei ragguagli e trovare un negozio di telefonia perché non riusciamo a comunicare con l’Italia. Lo troviamo e dopo una buona mezz’ora il ragazzo del negozio riesce a darci un numero che qualche volta ci permette di telefonare. Colpa nostra che non ci siamo informati prima, però non siamo gli unici. Molte altre persone hanno il nostro stesso problema.
Un giretto ancora per la cittadina e poi si riparte. Dimenticavo di dire
una cosa molto importante e cioè che siamo nella patria dei Troll. Ma chi sono
questi Troll? Lasciando ai siti web dedicati il compito di spiegare più a fondo
questo argomento diciamo solamente che sono dei folletti e che abitano nelle
oscurità dei boschi. Non possono uscire alla luce del giorno altrimenti si
pietrificano. Non bisogna farli indispettire poiché sono vendicativi, ma se ci
si fa amici si può sempre contare sul loro aiuto. Rientrano nelle favole
nordiche. Ed ecco Boris vicino ad un Troll (naturalmente è una riproduzione).
E’ ormai tardi (18,30) quando arriviamo nel paesino di Haukeligrent, al fondo di una discesa mozzafiato 12% per circa 7 Km. Troviamo sistemazione nel campeggio e poi andiamo a cena. Un giretto, ma non c’è molto da vedere. Ci intratteniamo con altri italiani che stanno facendo il viaggio in moto. Alle 23,00 il sole è tramontato tuttavia è ancora abbastanza chiaro.
Quarto giorno 06-08-03 fiordi e montagne

Partiamo
da Haukeligrent alle 9,00 del mattino dopo aver guardato accuratamente di non
dimenticare nulla nel bungalow dove abbiamo dormito. E subito ci inerpichiamo
per la montagna. Dopo circa 30 Km ci si presenta lo spettacolo di un laghetto
alpino in cui le montagne con le punte innevate si riflettono. E’ doveroso
fermarsi un momento a fotografare questo spettacolo. Assolto questo impegno
riprendiamo la marcia. Il tempo è
buono, il traffico non particolarmente intenso, è una caratteristica dei
paesi scandinavi. Verso mezzodì raggiungiamo Eilfjorden dove traghettiamo da
Brimmes a Bruravik, per poi attraversare nel pomeriggio i ghiacciai sopra a
Vjnk. Ci si ferma a fare una serie di fotografie ricordo. L’aria è frizzante ma
il sole scotta; non siamo gli unici ad avere avuto questa idea. Ci sono anche
dei francesi che arrivano da Marsiglia.
Poco dopo affrontiamo la discesa che ci porta a Vink, dove c’è la chiesa
di Hopperstad che può essere considerata uno dei migliori esempi di
architettura medioevale in legno di tutta la Norvegia.
A metà pomeriggio prendiamo il traghetto che ci consente l’attraversamento da Vangsness a Dragsvik posti sul nella parte finale del famoso fiordo di Sognefjord che con i suoi 204 Km di lunghezza e oltre 1308 m di profondità si è conquistato il primato dei fiordi norvegesi.
Alle
17,15 iniziamo a cercare da dormire, ma nulla da fare, così continuiamo ad
andare avanti ancora per un centinaio di chilometri per poi finalmente trovare
posto in un bungalow a Førde.
Quinto giorno 07-08-03 il giorno dei traghetti
Traghetto da Anda per Lote, poi da Folkestad per Volda, seguono i
traghetti da Festøja per Solavangen ed infine (fortunatamente ) l’ultimo
traghetto a Vestnes che ci porterà a Molde. A questo punto il viaggio prosegue
fino a Tjelle dove ci fermiamo per la notte. Escludendo i traghetti presi, nella
giornata sono stati percorsi Km 570.
E’ a questo punto che dopo aver parlato con altre persone ed aver consultato anche i Turist information, venuti al corrente e riconfermato che si paga una cifra da capogiro all’ingresso e l’equivalente in uscita da Nordkapp, aggiunto il fatto che il sole di mezzanotte non si vede più (ma questo già lo sapevamo ancor prima di partire) e che la luce che si ha da sopra il circolo polare artico è inferiore come durata di solo una decina di minuti rispetto a quanto perdura a Nordkapp, prendiamo di comune accordo la decisione storica e stoica di non arrivare fino alla meta prefissata, ma di tagliare attraverso la Finlandia, vedendo posti che non avevamo ancora visto.
Sesto giorno 08-08-03 il giorno insipido
Nulla di particolarmente importante da segnalare ad eccezione del fatto
di costeggiare (in automobile) il fiordo di Trondheim e incontrare lungo il
nostro percorso l’indicazione che stiamo attraversando al linea di demarcazione
tra la Norvegia centrale e la Norvegia del Nord. Percorriamo complessivamente
Km 570 ed alla sera arriviamo a Møjoen, distanti solo km 200 dal Circolo Polare
Artico. Nella Hytter vicino alla nostra ci sono dei motociclisti italiani.
Settimo giorno 09-08-03 il giorno del Circolo Polare Artico
Partiamo abbastanza tardi al mattino da Møjoen dopo aver acquistato una borsa termica e alcuni generi alimentari. Anche oggi nessun traghetto.

Ore 13,45, dopo aver percorso i circa 200 Km che ci
separavano e dopo aver affrontato una salita non propriamente dolce, con un
camion davanti che poi (bontà sua) ci ha lasciato passare e con noi una coda di
una ventina di automobili, camper e fuoristrada, di colpo la vegetazione
scompare quasi completamente: è il preludio! Nuvole basse e grigie lasciano di
tanto in tanto lo spazio ad un sole arrabbiato. Compare il cartello informativo
(è anche scritto in italiano)che ci si appresta di lì a 2 km ad attraversare il
Circolo Polare Artico. Poi lo spiazzo del parcheggio e un numero imprecisato di
automezzi. Siamo arrivati!
Sono trascorsi 6g 11h 45min da quando siamo partiti. Ci troviamo all’altezza di 600 mt s.l.m. e la temperatura esterna è di 12°C. Per Boris e Gretel è la prima volta nella loro vita.
Facciamo le solite fotografie e riprese con la telecamera, andiamo nell’apposito ufficio per acquistare il certificato nominativo di attraversamento del Circolo Polare Artico (Napapiiri) (circa € 6,10) leggiamo una targa a ricordo che nel febbraio del ’94 è passata la fiamma olimpica per Lillehammer e successivamente si riparte. E puntiamo verso Innhavet (dista 700 km da Nordkapp). Sarà questa la nostra ultima notte in Norvegia. Domani si punta sulla Finlandia.
Quanto è lontana la Norvegia di oggi rispetto a quella di 20 anni addietro. Sempre bellissima nei suoi paesaggi naturali che offrono ad ogni svolta uno spettacolo diverso, si è resa forse fin troppo turistica. Sono scomparse quelle grate attaccato alle quali i merluzzi essiccavano al vento. Oramai rimangono solo più attrattive turistiche relegate alle isolo Lofoten. (non ci siamo andati)
Ottavo giorno 10-08-03 il giorno dalla Norvegia alla Finlandia con l’ Alce
Partenza di buon mattino in direzione Narvik, poi attraversamento delle
montagne (fiordi addio!) ed a questo punto ci si imbatte in una ricostruzione
di villaggio Sami. Anche qui vent’anni addietro li avevamo visti originali.
E’proprio sopra a Narvik. Sappiamo che non ne vedremo più di autentici e ci
fermiamo a fare qualche fotografia. Poi via, senza acquistare nulla, verso la
Finlandia.
Alle 17 attraversiamo la frontiera deserta che separa la Norvegia dalla Finlandia circa 10 minuti dopo Gabriella mi fa notare qualcosa fermo nella strada “….Ecco le renne…Guardate Boris e Gretel,….è proprio una renna….” Continua a ripetere con il suo solito tono di certezza assoluta.
Prima rallento, poi fermo la macchina “No… non è una renna…Un paio di corna che quella è una renna…Ci viene incontro saltando… Aspetta un momento che io faccio retromarcia…” dico con un filo di voce
Intanto (fortunatamente) arriva una macchina che ci supera e accellera come un pazzo “ Io.. adesso lo tallono, se passa lui passo anch’io…” e così faccio. Quando siamo a tu per tu con la cosa anche Gabriella capisce che non era una renna ma si tratta di Alce (non ancora adulto ma con dimensioni di tutto rispetto). Quello intanto con un balzo si porta sul ciglio della strada e per nulla preoccupato continua a brucare qualcosa.
Il triste della faccenda è che nella confusione non siamo riusciti a fare neppure una fotografia (e di questo me ne rammarico molto).
Comunque sono le 18,15 in Finlandia per effetto del fuso orario. Adesso
sarebbe anche ora di cercare un posto per fermarci e trascorrere la notte.
Circa 80 Km dopo ci fermiamo a Karesuvanto. Siamo a 10 Km dal confine con la
Svezia. L’unico Hotel con bungalow lo affrontiamo ed io ho il sentore di
esserci già stato. Ci fermiamo qui per la notte. I titolari di origine Sami
sono molto cordiali e ospitali, così dopo cena abbiamo modo di fare quattro
parole. Sono Svedesi, l’Hotel è in Finlandia ed hanno la mandria di enne negli
alpeggi a 100 km di distanza in Norvegia.
Guardando il ristorante dico a Gabriella che è lo stesso posto dove ci siamo fermati a prendere il tea vent’anni fa. Poi per sicurezza chiedo conferma alla titolare. Mi dice che è stato costruito nel 1976. E’ proprio quello!! Che coincidenza.
Quando raccontiamo alla signora dell’incontro che abbiamo fatto, lei ci dice che siamo stati ben fortunati a non allungare la lista di quelli che hanno avuto incidenti con le alci in quanto non corrono, ma saltano per cui sono imprevedibili come le renne che invece corrono ma a zig zag, con la differenza legata alla mole.
Nono giorno 11-08-03 il giorno di Santa Klaus
Partiamo verso le 10 del mattino con destinazione Rovaniemi la città di s. Klaus. Lungo la strada facciamo l’incontro con le renne, questa volta sono proprio loro. Ci guardano passare senza scomporsi più di tanto e spostandosi solo quel tanto che basta per lasciarti passare, per poi tornare esattamente nel punto in cui precedentemente si trovavano.
Verso le 15 arriviamo a Rovaniemi e andiamo subito alla grotta di S.
Klaus dove c’è anche l’ufficio informazioni per prenotare il bungalow.
Sistemata la prenotazione, Gretel in modo particolare
Inizia una danza sfrenata, quasi un rito propiziatorio tra le giostre e attrattive presenti all’interno di SantaPark, per poi culminare con l’arrembaggio all’ufficio di S. Klaus. Dove si lancia come un proiettile verso il bersaglio… il povero S. klaus e le sue ginocchia. Dopo circa un paio di ore trascorse in queste condizioni, ed aver frequentato la scuola degli elfi, accusando un leggero senso di stanchezza ci chiede se l’indomani andiamo al villaggio di S. Klaus. Ottenuta la risposta attesa si trascinerà in macchina dove nel percorso fino al campeggio (circa 15 minuti) sprofonda in un sonno misterioso.
Decimo giorno 12-08-03 il giorno dal Villaggio di S. Klaus a Oulu
Pensavo che saremmo stati abbastanza mattinieri, ma mi sbagliavo.
Eravamo quasi nottambuli dinnanzi al Villaggio di S.Klaus (ore 08.00 circa).
Aspettiamo che aprano i cancelli mentre alcuni camperisti fanno capolino
aprendo le porte del camper per far uscire vere fiumane di bambini da
arrembaggio.
Boris è moderato, ma Gretel ha avuto il tempo per ricaricare le batterie ed ora si accinge a sferrare la prima offensiva della giornata.
Rimarrà un poco delusa. Ci sono solo negozi, ristoranti e l’altro ufficio postale dal quale
inviamo alcune cartoline con l’annullo speciale.
In effetti anch’ io e Gabriella proviamo una certa delusione. La grotta era molto meglio.
Le uniche cose carine sono state la slitta dei doni su cui è possibile sedersi per fare fotografie, le musiche natalizie che si diffondono nell’aria oltre alla striscia che delimita il Circolo Polare Artico (che in effetti dal punto di vista geografico è spostato).
Visitando il Museo della cultura Sami apprendiamo che il Circolo polare Artico non è fermo come normalmente si ritiene ma nel corso degli anni si sposta avanzando verso sud o retrocedendo verso nord anche per alcuni chilometri con punti di massima espansione e contrazione che descrivono un andamento all’incirca sinusoidale.
Riprendiamo il viaggio solo dopo aver prenotato i posti sulla nave che i
porterà da Helsinki a Rostok (in Germania) dopo aver fatto scalo a Tallin
(Estonia). Ma ci vogliono ancora dei giorni prima di arrivare al momento
dell’imbarco. (oggi è martedì e la prenotazione è per sabato sera).
Arriviamo a Oulu verso le 16.30 e approfittiamo per fare un giro per la cittadina. Nulla di particolare se non per alcuni magazzini che sono rimasti inalterati attraverso i secoli. Costruiti in legno, attorno alla piazza del mercato (Kauppatori) riflettono i loro colori nelle acque del mare, offrendo immagini suggestive. Adesso sono state trasformate in ristoranti, birrerie, caffè, negozi che vendono prodotti di artigianato locale.
Sulla piazza del mercato c’è anche una statua tozza al poliziotto cittadino che è stata fatta in tema satirico.
Poi c’è il Kauppahalli, ovvero il mercato coperto dove è possibile acquistare prodotti gastronomici.
Undicesimo giorno 13-08-03 il giorno da Oulu a Jacobstad

Ci spostiamo con un viaggio di circa 280 Km partendo da Oulu per raggiungere Jacobstad (in finlandese Pietarsaari). Nulla da segnalare di particolarmente interessante. La cittadina è situata a nord di Vaasa e conserva tutto il suo carattere svedese. Ottima la cena a prezzo più che contenuto. Il centro storico è interessante (anche lui con le sue vecchie costruzioni in legno).
Dodicesimo giorno 14-08-03 il giorno da Jacobstad a Mikkeli
Partenza da Jacobstad e puntando verso sud-est percorriamo la strada che ci condurrà a Mikkeli, arrivando a circa 110 Km dal confine con la Russia dove ci fermiamo per la sera.
Tredicesimo giorno 15-08-03 il giorno da Mikkeli a Hamina.
Dopo un tragitto non eccessivamente lungo e anche un poco monotono
arriviamo verso le 14 a Hamina che dista solamente 40 km dal confine russo.
Bella cittadina a pianta ottagonale mostra in se l’influenza architettonica
russa. In effetti percorrendo l’ultimo tratto di strada abbiamo anche visto le
indicazioni per S. Pietroburgo.
La piazza del municipio settecentesco può essere considerata il cuore di Hamina. Da questa piazza dipartono otto strade disposte in modo tale da formare la pianta ottagonale. Qui c’è anche la palazzina della zarina Caterina (che attualmente è in vendita con lotti frazionati), poi la chiesa protestante e la chiesa russa, oltre ad altri edifici circoscrivono la piazza. Molto belli anche i bastioni della città in perfetto stato di conservazione.
Fa anche caldo (32°C). gironzoliamo ancora e poi verso le 18 torniamo nella kauppatori per andare a sederci al istante posto al primo piano. Si cena in veranda (ma hanno aperto le finestre scorrevoli fortunatamente). E’ l’ultima sera in Finlandia
Quattordicesimo giorno 16-08-03 il giorno del Good-bye Finland

Patiamo da Hamina con tutta calma, in fondo abbiamo tutto il tempo a nostra disposizione e puntiamo in direzione Helsinki. Arriviamo nel primo pomeriggio e dopo aver trovato parcheggio per la macchina (fortunatamente in una zona centrale non distante dall’imbarco) approfittiamo per visitare la capitale della Finlandia. L’impressione è ottima, dal fatidico Kauppatori affollato al Kauppahalli (caviale a meno di 10 €/kg che purtroppo non possiamo acquistare in quanto in contenitori di plastica) al mercatino sull’acqua dove vendono dalle patate al salmone fresco o affumicato.
Qui scena bellissima che non sono riuscito a riprendere data la rapidità con cui è avvenuta. Un signore è seduto con sua moglie sui gradini e mentre si mangiano un panino guardano fermento del porto. Io sto facendo una ripresa con la telecamera a pochi metri ma do di spalle alla coppia. Sentiamo un rumore e subito delle risate. “Cosa succede?” Chiedo a Gabriella. “E’ arrivato un gabbiano in picchiata ed ha letteralmente strappato dalle mani di quel signore tutto il panino. Una baguette”. Mi dice mentre io cerco ancora di riprendere qualcosa, ma troppo tardi. Il tipo è incredulo per quanto gli è accaduto.
Continuiamo a passeggiare e raggiungiamo la chiesa Russo-ortodossa dove
abbiamo la fortuna di assistere ad un matrimonio. Merita vederlo.
Stanno arrivando delle nuvole che promettono pioggia, anche se la cosa
ci può fare piacere abbiamo dimenticato gli ombrelli in macchina e forse
sarebbe opportuno andarli a prendere, comunque avvicinarci in quanto sono le
17,15 e l’imbarco è per le 18. Ancora una fotografia ad uno scorcio della
capitale e poi ci dirigiamo alla macchina.
Acquazzone della serie questa sera non è necessario fare la doccia. Ed a questo punto colpo di scena. Salta fuori che Boris si è messo dei libri (per altro mai aperti nemmeno una volta) nello zaino e non ha preso altri giubbotti. Evito di fare la cronaca di cosa è successo da questo momento in poi per circa una buona mezz’ora.
Ecco il momento dell’imbarco. Qualche difficoltà in quanto non avevano
mai visto la carta bianca dei bambini (che in effetti è gialla) e poi la
macchina entra nel ventre della nave.
Non piove più. Adesso c’è un tramonto che la dice lunga sulle favole e sulla pittura del nord.
Un leggero sussulto e la terra si incomincia a distanziare. Sono le 19,30
Si riconferma quel male che provammo vent’anni prima: il distacco dal nord. Il male del nord. Tra de ore arriveremo a Tallin in Estonia, ma sarà buio, irrimediabilmente buio per fare delle fotografie al paesaggio. Mi pento di non aver fatto la traversata in senso opposto, ovvero partendo da Rostok alla sera; si sarebbe arrivati a Tallin nel pomeriggio del giorno successivo, con il chiaro.
Qui finisce il viaggio vero e proprio, anche se c’è ancora tutta la Germania e la Svizzera da attraversare, prima di arrivare nuovamente a casa. Ma intanto il dondolio della nave ripone nei cassetti della memoria di ciascuno di noi i momenti vissuti in queste vacanze.
Finito il 07 Settembre 2003